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Face App, dove finiscono i tuoi dati? Le novità sull’App che ha cambiato sesso alle star

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Ormai la conoscono tutti: Face App, l’applicazione che ti permette di cambiare i connotati della tua faccia, è diventata popolarissima l’anno scorso.
All’inizio si poteva invecchiare il volto fino a sembrare un vecchietto, con tanto di rughe e capelli bianchi. Quest’anno la vera novità è stato il cambio di sesso: da maschio a femmina, e viceversa.

La famosa App del russo Yaroslav Goncharov era già stata al centro di un dibattito internazionale per un motivo molto semplice: la privacy.
Dove finiscono tutti i dati di Face App? Cosa succede quando trasformiamo il nostro volto in quello di un anziano o del sesso opposto?

Face App, invecchiare il volto o cambiare sesso

Ti sei mai chiesto almeno una volta che volto avrai quando sarai un ottantenne? Vorresti sapere quanto potresti essere attraente se fossi del sesso opposto?

Moltissime App sono nate proprio per modificare i tratti del volto; la maggior parte si limita a mettere dei filtri, oppure snellire il viso, sbiancare i denti e aggiungere decorazioni.
La famosissima Face App invece fa molto di più: questa applicazione gratuita, scaricabile da Android e iOS, trasforma i lineamenti del tuo viso con un particolare software grafico per renderti più vecchio, oppure trasformarti nel sesso opposto.
L’App era diventata famosa a causa delle decine di foto di VIP di ogni tipo che spopolavano su internet. Dalle star internazionali, fino ai nostri politici, nessuno è rimasto immune!

E questo ha creato una nuova sfida anche tra le persone comuni: tutti sono accorsi per postare le proprie foto del sesso opposto, con risultati a volte affascinanti, altre volte divertenti. Tutte queste foto sono state poi pubblicate sui social come Facebook e Instagram.

D’altronde, è difficile resistere alla tentazione di vedersi completamente diversi.

Face App e VIP, ecco come l’App è diventata famosa

Diciamo la verità, tutti amiamo farci un bel selfie. E questo diventa ancora più bello e divertente se possiamo aggiungerci un filtro.
Oramai i filtri spopolano in tutte le App: chi aggiunge le orecchie da cagnolino, chi mette del make-up virtuale per sembrare sempre perfetta, e così via.

Scaricare e utilizzare Face App è davvero molto facile. Fare il download è completamente gratuito: basta cercare l’App sullo Store di riferimento (Play Store per chi ha uno smartphone Android e Apple Store per chi ha invece il sistema iOS).

È così semplice e immediato che neppure i VIP sono rimasti indifferenti: c’è chi ha pubblicato le foto direttamente sul suo account Instagram come Fedez e Chiara Ferragni. Anche a sesso scambiato sono comunque una coppia che non passa certo inosservata!
Anche il famoso conduttore Alessandro Cattelan o la cantante italiana Emma si sono trasformati nella loro versione di sesso opposto, e il risultato è stato a dir poco interessante.
Molto più buffo è vedere personaggi come Maurizio Costanzo, che in versione donna risulta un po’ inusuale.

Ma non ci sono solamente star della televisione o influencer. Molti utenti hanno iniziato, di spontanea volontà, a cercare foto di personaggi famosi e a cambiare loro i “connotati”.
È per esempio il caso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pubblicato in versione “femminile” con tanto di lunghi capelli fluenti.

Face App Conte

Face App è anche internazionale: ci sono stati moltissimi VIP stranieri che sono stati trasformati con questa App. Per esempio, la celebre cantante Britney Spears o il bell’attore americano Brad Pitt.
Insomma, nessuno è stato risparmiato dalla febbre da Face App.

Come si usa Face App?

Diciamo la verità, tutti amiamo farci un bel selfie. E questo diventa ancora più bello e divertente se possiamo aggiungerci un filtro.
Oramai i filtri spopolano in tutte le App: chi aggiunge le orecchie da cagnolino, chi mette del make-up virtuale per sembrare sempre perfetta, e così via.

Scaricare e utilizzare Face App è davvero molto facile. Fare il download è completamente gratuito: basta cercare l’App sullo Store di riferimento (Play Store per chi ha uno smartphone Android e Apple Store per chi ha invece il sistema iOS).

Una volta scaricata, si può anche scegliere di utilizzare la versione Pro a pagamento, che costa 29,99 euro all’anno (e mette a disposizione molti più filtri), oppure mantenere quella base che è gratis. C’è anche la possibilità di provare la versione Pro per tre giorni.

A questo punto bisogna assicurarsi di essere connessi a Internet, e infine scattarsi un bel selfie oppure scegliere una foto dalla galleria. La foto verrà caricata sul programma e si potranno scegliere i filtri preferiti.
Face App non si usa solamente per invecchiarsi o cambiare sesso!
Anche se questi filtri sono quelli più famosi, si può sempre scegliere un filtro più comune: basta andare nella sezione “editor” dell’App e scegliere il filtro preferito dalla lista.

Potrai infine vedere le tue foto messe a confronto, una di fianco all’altra: un bell’effetto che dimostra come l’App sia in grado di cambiare drasticamente una foto senza risultare artificiale o di bassa qualità.

Il fascino dell’App, alla fine, sta proprio in questo. Le foto sono davvero realistiche, e sembrano del tutto credibili, anche se si tratta di un VIP che da maschio è diventato femmina!

La questione della privacy

Nonostante la natura leggera e divertente dell’App, molti hanno iniziato a farsi qualche domanda su come questa applicazione gestisse la privacy dei suoi utenti.

Dove finiscono le foto delle persone? I miei dati sono a rischio?

Ciò che aveva messo la pulce nell’orecchio era il fatto che l’App – almeno all’inizio – non avesse nessuna informazione trasparente al suo interno di come venissero utilizzati i dati personali degli utenti. Non c’era alcuna indicazione su dove finissero le foto, se ci fossero altre aziende coinvolte, e così via.

Per questo motivo molti utenti del web e altri organi istituzionali hanno iniziato ad investigare su Face App e sull’azienda che l’ha prodotto nel 2017, Wireless Lab. Il fatto che il fondatore Goncharov fosse un ex dirigente di Yandex, il motore di ricerca più utilizzato in Russia, era ulteriore motivo di investigazione. Si sa, infatti, che il rispetto della privacy in Russia è sicuramente meno imposto che in altri paesi come quelli dell’Unione Europea.

Inizialmente, sembrava che Face App condividesse i suoi dati per inviare pubblicità personalizzate, ma non era chiaro che fine facessero dopo essere arrivati nei server dell’App.
Perfino l’FBI era stata coinvolta in questa investigazione, perché si riteneva che queste informazioni potessero raggiungere i server russi, e utilizzate per fare controspionaggio o usate con modalità lesive della privacy degli utenti (come nei programmi di riconoscimento facciale).

Le dichiarazioni del creatore di Face App: ecco dove finiscono i dati

Dopo le controversie che hanno inondato Wireless Lab e il suo fondatore, sono stati modificati i termini della privacy all’interno della App stessa: infatti, ora è possibile consultare la policy privacy aggiornata.
Al momento viene dichiarato che la maggior parte delle foto caricate verranno tenute sul server fino a 48 ore e poi automaticamente cancellate. Inoltre, il fondatore Goncharov ha dichiarato che non vengono necessariamente raccolti dati come e-mail o nome personale (sono dati facoltativi), e che anche se può accedere alla vostra galleria sullo smartphone, l’App non raccoglie le altre foto presenti nella memoria.

C’è un elemento più importante, però: sembrerebbe che, accettando i termini di utilizzo, l’utente dia a Face App un permesso senza scadenza di utilizzare le proprie foto. Anche se Goncharov ha dichiarato che nessun utilizzo sospetto venga fatto di queste foto (non vengono, per esempio, usate per il riconoscimento facciale), tecnicamente possiede i permessi per farlo.

In teoria, l’App assicura che ogni foto caricata verrà usata esclusivamente sull’applicazione stessa, e non da aziende terze, ed è proprio quello che il creatore di Face App ha assicurato.

Come fare per proteggere i propri dati senza rinunciare alle App?

Quello di Face App è sicuramente un caso particolare, dove la questione della privacy è stata messa sotto i riflettori grazie all’enorme popolarità di questa app.

Se sei preoccupato di come possono essere utilizzati i tuoi dati, sappi che esistono più modi per proteggersi.
Il primo è, ovviamente, informarsi sempre sul tipo di App che scarichi. Ogni applicazione deve avere una sezione “termini e condizioni” e “privacy policy” che informano in che modo saranno raccolti e gestiti i tuoi dati. Anche se può sembrare scomodo, dare un’occhiata a queste condizioni ti può informare di che fine faranno le tue foto, i tuoi dati personali, e così via.

Il secondo è difendersi utilizzando la legge dell’Unione Europea: il celeberrimo GDPR del 2018 tutela molto la privacy degli utenti e dei consumatori finali. Anche nel caso di Face App avete il diritto di richiedere la cancellazione totale dei vostri dati dai server, anche prima delle 48 ore dichiarate dal fondatore.
Come? Attraverso le impostazioni dell’ App, sotto la voce “Support” e “report a bug”.

Infine, è bene ricordarsi sempre che qualsiasi App gratuita ha sempre una certa misura di rischio al suo interno. Alcune App sono piuttosto esplicite nel vendere servizi “aggiuntivi” (come abbonamenti premium) a pagamento, dopo che l’App è stata scaricata gratis.
Altri, invece, utilizzano i dati degli utenti e li rivendono alle aziende, che li sfruttano per profilare il pubblico e proporgli pubblicità mirate. Utilizzare Face App e altre applicazioni come questa è sicuramente divertente, ma è sempre buona prassi informarsi su come proteggere i propri dati, che siano delle foto, o delle informazioni più personali.

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Attualità

Twitter ha subito il suo più grande attacco hacker

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Twitter hack

Una vicenda che ha dell’incredibile 

Nella giornata di ieri, 15 Luglio 2020, Twitter ha subito un attacco hacker senza precedenti. I malintenzionati hanno preso possesso degli account di personalità di spicco come: Jeff Bezos (CEO di Amazon), Bill gates, Elon Musk, Barack Obama e il cantante Kanye West.  Gli hacker hanno colpito anche account aziendali, tra cui quelli di Apple e Uber

Una volta entrati in possesso degli account, i truffatori hanno impersonato i VIP, chiedendo agli utenti di inviare bitcoin a uno specifico wallet per riceverne il doppio. La truffa “invia un bitcoin e te ne manderò 2 in cambio” era già conosciuta da tempo dagli amanti di criptovalute. Probabilmente l’inganno ha funzionato anche perché molti utenti pensavano non fosse possibile per un hacker prendere il controllo degli account Twitter di personaggi così noti. 

Dall’ account di Bill Gates, ad esempio, i malfattori hanno inviato un tweet che recita (in inglese): “Tutti mi chiedono di “restituire” (alla comunità) e adesso è il momento. Per la prossima mezz’ora raddoppierò tutti i pagamenti inviati al mio indirizzo Bitcoin. Mandi 1000$ e ti restituisco 2000$.” 

Secondo quanto riportato da The Verge, i truffatori avrebbero accumulato un bottino di criptovalute per il valore di 118000$ in poche ore, prima che Twitter riuscisse a prendere il controllo della situazione. Tuttavia c’è una possibilità che gli stessi hacker abbiano spostato una parte dei fondi sul wallet per dare più credibilità all’operazione.  

Com’è potuto succedere a Twitter? 

Secondo le indiscrezioni rivelate dal giornalista Joseph Cox di Motherboard, due informatori anonimi, avrebbero riferito che l’attacco è stato portato a termine sfruttando strumenti interni di Twitter.  

È ancora da chiarire se gli hacker abbiano trovato qualche vulnerabilità nel sistema o se, al contrario, siano riusciti a corrompere uno o più dipendenti.  Un rappresentate della compagnia avrebbe detto a Motherboard che sono in corso indagini per accertare eventuali responsabilità. 

Comprensibilmente la vicenda solleva degli interrogativi sul pericolo che possono rappresentare i dipendenti delle aziende, dato che godono di accesso privilegiato alle informazioni sugli utenti. Vale la pena ricordare che gli hacker hanno preso controllo di alcuni degli account con più seguito della piattaforma, sfruttando un bacino di milioni di persone come potenziali vittime

Infine, considerato il livello di influenza dei VIP a cui sono sottratti i propri account, c’è un concreto rischio di data breach . Infatti gli hacker, dopo aver effettuato il login, hanno potuto visionare informazioni sensibili e bisognerà attendere i prossimi giorni per capire quanto sia concreta la possibilità di fughe di dati. 

Il 15 luglio 2020 è stato scritto un altro triste capitolo su sicurezza informatica e protezione dei dati che, purtroppo, non sarà l’ultimo. 

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Aggiornamenti

Windows 10 gratis? Ecco come fare nel 2020

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Windows 10 Gratis

A partire dal 14 Gennaio 2020, data in cui Microsoft ha messo fine al supporto e agli aggiornamenti per windows 7, sono in molti a considerare di effettuare un upgrade a Windows 10. A questi utenti si aggiungono quelli di Windows 8, ritenuto da molti obsoleto. 

 In questo articolo ti spiego come installare Windows 10 gratis, senza pagare il prezzo non proprio abbordabile che trovi sul sito di Microsoft. 

Come passare gratis da Windows 7 o superiore a Windows 10 

È importante notare che ufficialmente Microsoft non offre la possibilità di upgrade gratuito a partire dal 2017, per questa ragione non so per quanto tempo sarà ancora possibile avere successo con il procedimento che ti illustrerò a breve. 

Prima di effettuare l’aggiornamento verifica di avere i requisiti di sistema necessari e sufficiente spazio di archiviazione per accogliere il software sul tuo Pc. 

Se vuoi effettuare l’aggiornamento gratuitamente, affrettati ad effettuare questi passaggi: 

  • Assicurati che sul tuo Pc sia installata una versione ufficiale di Windows 7 o superiore, con product key inserita 
  • Vai alla pagina https://www.microsoft.com/it-it/software-download/windows10 
  • Sotto la voce “vuoi installare Windows 10 sul tuo computer” trovi il tasto “scarica ora lo strumento”. Fai clic per scaricare il programma. 
  • Una volta terminato il download apri il file e accetta i termini e condizioni della licenza 
  • Nella schermata successiva seleziona “aggiorna subito questo computer” 
  • Seleziona “mantieni file e app personali” 
  • Fai clic su installa e non spegnere il computer. Il processo di aggiornamento potrebbe richiedere più riavvii.  

Perché effettuare l’update a Windows 10 

Con questa versione del sistema operativo Microsoft ha iniziato un cambio di strategia, infatti non esisterà una versione 11 in futuro. Finisce, quindi, l’era dei cambi radicali che giustificano un nuovo nome per il prodotto e ne inizia una fatta di aggiornamenti più frequenti e senza grossi stravolgimenti. 

Per questa ragione, seppur la versione 10 è stata lanciata oramai qualche anno fa, non ha senso aspettarne una successiva per saltare sul treno. 

Ancora più importante è l’aspetto sicurezza, infatti se il tuo computer sta funzionando con Windows 7 o 8 sarà più esposto a problemi di sicurezza, inclusi attacchi software e malware, dato che queste versioni non vengono più aggiornate. 

Mi auguro che questa procedura funzioni ancora nel momento in cui leggi l’articolo. In caso contrario puoi segnalarlo nei commenti e provvederemo a correggere le informazioni. 

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Sicurezza online

Data Breach: cos’è e perché ti riguarda da vicino

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Data Breach,

Un termine di derivazione inglese che negli ultimi anni è giunto sempre più frequentemente alle nostre orecchie, purtroppo. Quando si parla di Data Breach, infatti, ci sono brutte notizie all’orizzonte, quelle brutte notizie relazionate con la violazione della nostra privacy.

Probabilmente ne sei stato vittima ma non lo sai, quasi sicuramente ne sarai vittima in futuro, perché questo nemico non lo possiamo sconfiggere da soli, al contrario, dobbiamo contare soprattutto sulla “collaborazione” delle decine di aziende a cui affidiamo i nostri dati.

Considerata l’importanza del tema abbiamo creato un articolo completo che va oltre la definizione di Data Breach, per aiutarti a capire se sei stato vittima di una violazione dei dati personali e cosa puoi fare personalmente per prevenirla. Puoi usare l’indice dei contenuti per spostarti alle sezioni di tuo interesse.

Data breach significato

Secondo il Garante della Privacy la violazione dei dati personali o Data Breach è: “Una violazione di sicurezza che comporta – accidentalmente o in modo illecito – la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati”.

Il Data Breach in numeri: 5 statistiche chiave

 Non basta una definizione per descrivere un fenomeno; spesso la definizione è svuotata di tutti gli attributi che servono per quantificarne l’entità. Ecco un elenco dei numeri più significativi per comprendere il livello di diffusione del problema.

Solo nel primo semestre del 2019 sono stati violati i dati di 4 miliardi di account (Forbes)

Tra Maggio 2018 e maggio 2019 le notificazioni di violazione dei dati personali alle autorità per la protezione dei dati sono aumentate del 66% in Europa. (Linklaters)

Nel 2019, negli Stati Uniti sono stati esposti i dati di circa 165 milioni di account, ovvero un account per ogni 2 abitanti. (Statista)

Gli attacchi informatici sono quasi raddoppiati nel settore dei servizi online e del cloud nell’ultimo anno. (Federprivacy)

Secondo uno studio di IBM Security e Ponemon ogni Data Breach può costare mediamente 2,6 milioni di euro alle aziende italiane.

13 casi clamorosi di Data Breach

  1.  Yahoo possiede il triste primato del più grande Data Breach della storia e, sinceramente, ci auguriamo che il record non venga mai battuto. In fondo sul nostro pianeta ci sono “solo” 7,6 miliardi di persone, nel caso di Yahoo si tratta di informazioni relative a 3 miliardi di utenti, quasi il 40% della popolazione mondiale.  Dopo la scoperta dell’attacco nel 2014, l’azienda ha rivisto le stime fino a Ottobre 2017, anno in cui ha aggiornato il totale a 3 miliardi.
  2. Facebook ha circa 2.5 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo. Come la maggior parte delle compagnie che offrono servizi digitali in maniera gratuita, Facebook è nel business dei dati, in particolare di quel tipo di dati che aiuta a formulare agli utenti proposte commerciali di maggior efficacia grazie agli strumenti di targeting. Considerando la mole di dati che maneggia il colosso, è scontato che qualcuno provi a sottrarre quelle preziose informazioni che ci riguardano. La cattiva notizia è che più di una volta ci sono                riusciti. Secondo UpGuard nel 2019 gli hackers hanno avuto accesso a 560 milioni di informazioni  sensibili di Facebook, inclusi commenti, like, reazioni e nomi degli account.  Solo un anno prima lo scandalo di Cambrige Analitica portava venti di bufera sul colosso di Zuckerberg. La compagnia ha acquistato dati relativi a quasi 90 milioni di utenti che ha usato, in seguito, per tentare di condizionare i risultati elettorali statunitensi., secondo alcuni anche fabbricando fake news studiate ad ok per i vari profili delineati.
  3. Marriott International, leader mondiale del settore alberghiero, ha subito un attacco agli archivi di 500 milioni di clienti, una vicenda che fa riflettere in primis per le dinamiche. L’attacco inizia nel 2014, diretto al sistema di Starwood, famoso brand concorrente. Nel 2016 Marriot acquisisce il gruppo e, inconsapevolmente, anche il file maligno che continua a raccogliere dati fino al 2018, anno in cui il colosso statunitense si accorge dell’accaduto. Una violazione della privacy durata circa 4 anni
  4. Adult Friend Finder è una società che gestisce l’omonimo sito web di incontri per adulti e una varietà di siti satellite. Nel 2016 sono state sottratti al network 412 milioni di nomi, email e password. Il caso ha avuto una notevole risonanza mediatica a causa della supposta riservatezza che dovrebbero offrire ai propri clienti piattaforme di tale tenore.
  5. MySpace ha rivelato nel 2016 che, qualche anno prima, le informazioni relative a 360 milioni di account erano state sottratte. In questo caso i dati rubati si riferiscono a indirizzo email, password e nome usuario.
  6. Il caso più recente è forse quello di Twitter che, a fine Giugno 2020, ha contattato i suoi clienti business per comunicare che qualcuno avrebbe potuto avere accesso a indirizzi Email, numeri di telefono e ultime 4 cifre della carta di credito. Non sono state offerte stime sui numeri dietro questo ipotetico attacco. Non è la prima volta che la compagnia ha problemi con la tutela dei dati degli utenti. Nel 2018 i rappresentanti di Twitter chiesero a tutti i 330 milioni di usuari dell’epoca di cambiare password a causa di un bug che aveva esposto le credenziali d’ingresso in testo piano.
  7. Zynga è uno dei leader della scena dei videogiochi per Facebook, ha creato giochi della portata di Farmville, famosissimo in tutto il mondo fino a qualche anno fa.  Il colosso è stato hackerato nel 2019. Secondo la compagnia gli hackers si sono impossessati di Email, password, numero di telefono e user ID, informazioni relative sia a Zynga che Facebook. L’attacco ha coinvolto 170 milioni di account.
  8. Anche il social network LinkedIn ha subito un attacco volto al furto di informazioni. Il fatto risale al 2012, ma solo nel 2016 venne scoperta la vera entità dell’incidente; 165 milioni di indirizzi Email furono esposti e per una parte di questi account venne rivelata anche la password.
  9.  Adobe Microsoft: Nel 2013 sono stati bucati i server del noto brand e sottratti dati relativi a 153 milioni di account. Più precisamente il furto di informazioni riguarda 150 milioni di password e 3 milioni di carte di credito dei clienti Adobe.
  10. My Fitness Pal è una famosa App per il fitness, proprietà di Under Armour. Nel 2018 di account sono stati resi pubblici 150 milioni di account, esponendo usernames, indirizzi email e passwords. Non sono state rese pubbliche le dinamiche precise relative agli strumenti utilizzati dagli hackers.
  11. Nel maggio 2014 i nomi, indirizzi (sia fisici che Email), data di nascita e password di 145 milioni di utenti sono stati sottratti dai database di EBay. In questo caso gli artefici dell’attacco hanno sottratto le password di accesso di alcuni impiegati per rubare le informazioni.
  12. Canva è un famosissimo sito web che offre funzionalità di disegno grafico. Nel Maggio 2019 sono stati esposti i dati personali di 139 milioni di utenti, tra cui indirizzi Email, passwords e nomi utente. La compagnia Australiana ha dichiarato che i progetti salvati dagli utenti e dati relativi ai pagamenti non sono stati violati.
  13. Ricordiamo anche il recente caso di Data Breach che ha coinvolto l’ospedale San Raffaele di Milano. Il 21 Maggio 2020 il collettivo di hackers LulzSec ha dichiarato di essere in possesso da marzo 2020 di dati relativi a 2400 dipendenti e 600 pazienti.

Data breach e GDPR

 L’ Unione Europea ha messo in atto i suoi piani per arginare il fenomeno con il Regolamento Generale sulla Protezione de Dati (GDPR), entrato in vigore nel Maggio 2016. Il regolamento sostanzialmente cerca di responsabilizzare i cittadini europei affinché mettano in atto tutte le misure necessarie per prevenire violazioni di dati personali e reagire tempestivamente in caso di incidenti.

Abbiamo scritto volutamente cittadini e non imprese. Il regolamento sul trattamento e la protezioni dei dati si applica a tutti, dovrà essere quindi nostro scrupolo prevenire la fuga di dati che altri cittadini ci hanno affidato confidenzialmente. In caso di infrazione sono previste sanzioni fino a 20 milioni di euro per i casi più gravi. Le imprese rischiano invece sanzioni fino al 4% del fatturato globale dell’anno precedente per casi di pari gravità.

Il Regolamento impone alle aziende di identificare e mettere in atto le misure di prevenzione più adeguate e di identificare un soggetto responsabile per il trattamento dei dati.

La normativa prevede che, in caso di violazione dei dati personali, il titolare del trattamento deve notificare alle autorità l’avvenimento di una fuga di dati entro 72 ore dal momento in cui è stata scoperta.

Come sapere se sei stato vittima di un Data Breach

 Benché non ci sia un metodo infallibile per capire se le tue informazioni personali circolano liberamente per il web, in molti sono impegnati a tenere traccia di tutti gli elenchi che sono stati violati. Alcuni siti web offrono la possibilità di inserire il tuo indirizzo Email e vedere se fa parte di qualcuno degli elenchi presenti nel database.

Il più conosciuto e più completo è senza dubbio (haveibeenpwned.com) che ha raccolto informazioni relative a più di 450 attacchi per un totale di quasi 10 miliardi di account esposti. Se sei curioso di sapere se i tuoi dati sono la fuori visita il sito e inserisci le tue email preferite.

Come prevenire e limitare i danni di un possibile Data Breach

Innanzitutto cerca di scoprire se i tuoi dati sono stati violati, soprattutto se hai account relazionati con le aziende menzionate nella nostra lista, ti abbiamo appena suggerito un metodo per farlo.

Secondariamente cambia tutte le tue password, la prudenza non è mai troppa in certi casi. Inizia dalle Email che sono state esposte o, perché no, crea direttamente nuovi indirizzi email se vuoi stare più tranquillo.

Aspettati una marea di spam. Chi ruba i dati lo fa spesso per venderli. Chi compra la tua Email ottenuta illecitamente spesso non ti contatterà con buoni propositi. Se ricevi mail sospette da aziende a te conosciute che paventano un “problema con i dati del tuo account” o “problemi con i dati della tua carta” e similari, addrizza le antenne. Non aprire i link presenti nel messaggio. Se vuoi verificare, digita il nome dell’azienda in questione su Google e loggati nel tuo account per vedere se ci sono comunicazioni.

Come detto in precedenza, non puoi decidere come le compagnie a cui affidi i tuoi dati li proteggeranno. Però puoi decidere che dati condividi e con chi li condividi, premiando le aziende che si sono dimostrate più efficaci nel contrastare questo fenomeno.

Sicuramente si può fare molto per evitare che una cattiva gestione dei propri stessi dati abbia conseguenze spiacevoli. Spesso individui comuni ricevono attacchi mirati da parte di hackers meno abili, che si accontentano di un bottino più piccolo a cambio di una missione più facile, incoraggiati dalle nostre disattenzioni e imprudenze.

Dato che la maggior parte di noi non valgono il tempo dei migliori hacker del mondo, prendere precauzioni anche solo basiche potrebbe salvarti molte grane:

  • Attiva l’autenticazione a due fattori ovunque sia possibile. In questo modo se un malintenzionato entra in possesso delle tue password non avrà comunque accesso all’account
  • Utilizza software di protezione premium. La questione è semplice, le versioni gratuite offrono una protezione di base, le puoi scegliere se la tua priorità è risparmiare. Se la priorità è la sicurezza i software premium sono quello che fa per te.
  • Valuta l’opzione di utilizzare una carta prepagata o uno strumento di pagamento come Paypal per non condividere i dati della tua carta online con molti shop che, pur essendo in buona fede, potrebbero subire un Data Breach.

 Ora sai cos’è un Data Breach, conosci i casi più emblematici, sai come capire se le tue informazioni personali sono state esposte e hai una idea delle norme basiche da seguire per non avere problemi. Grazie per essere arrivato fino alla fine di questo lungo articolo, se lo hai trovato utile condividilo!

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