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Data Breach: cos’è e perché ti riguarda da vicino

Un termine di derivazione inglese che negli ultimi anni è giunto sempre più frequentemente alle nostre orecchie, purtroppo. Quando si parla di Data Breach, infatti, ci sono brutte notizie all’orizzonte, quelle brutte notizie relazionate con la violazione della privacy. Probabilmente ne sei stato vittima ma non lo sai, quasi sicuramente ne sarai vittima in futuro, […]

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Data Breach

Un termine di derivazione inglese che negli ultimi anni è giunto sempre più frequentemente alle nostre orecchie, purtroppo. Quando si parla di Data Breach, infatti, ci sono brutte notizie all’orizzonte, quelle brutte notizie relazionate con la violazione della privacy.

Probabilmente ne sei stato vittima ma non lo sai, quasi sicuramente ne sarai vittima in futuro, perché questo nemico non lo possiamo sconfiggere da soli, al contrario, dobbiamo contare soprattutto sulla “collaborazione” delle decine di aziende a cui affidiamo i nostri dati.

Considerata l’importanza del tema abbiamo creato un articolo completo che va oltre la definizione di Data Breach, per aiutarti a capire se sei stato vittima di una violazione dei dati personali e cosa puoi fare personalmente per prevenirla. Puoi usare l’indice dei contenuti per spostarti alle sezioni di tuo interesse.

Data breach definizione

Secondo il Garante della Privacy la violazione dei dati personali o Data Breach è: “Una violazione di sicurezza che comporta – accidentalmente o in modo illecito – la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati”.

Il Data Breach in numeri: 5 statistiche chiave

 Non basta una definizione per descrivere un fenomeno; spesso la definizione è svuotata di tutti gli attributi che servono per quantificarne l’entità. Ecco un elenco dei numeri più significativi per comprendere il livello di diffusione del problema.

Solo nel primo semestre del 2019 sono stati violati i dati di 4 miliardi di account (Forbes)

Tra Maggio 2018 e maggio 2019 le notificazioni di violazione dei dati personali alle autorità per la protezione dei dati sono aumentate del 66% in Europa. (Linklaters)

Nel 2019, negli Stati Uniti sono stati esposti i dati di circa 165 milioni di account, ovvero un account per ogni 2 abitanti. (Statista)

Gli attacchi informatici sono quasi raddoppiati nel settore dei servizi online e del cloud nell’ultimo anno. (Federprivacy)

Secondo uno studio di IBM Security e Ponemon ogni Data Breach può costare mediamente 2,6 milioni di euro alle aziende italiane.

13 casi clamorosi di Data Breach

  1.  Yahoo possiede il triste primato del più grande Data Breach della storia e, sinceramente, ci auguriamo che il record non venga mai battuto. In fondo sul nostro pianeta ci sono “solo” 7,6 miliardi di persone, nel caso di Yahoo si tratta di informazioni relative a 3 miliardi di utenti, quasi il 40% della popolazione mondiale.  Dopo la scoperta dell’attacco nel 2014, l’azienda ha rivisto le stime fino a Ottobre 2017, anno in cui ha aggiornato il totale a 3 miliardi.
  2. Facebook ha circa 2.5 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo. Come la maggior parte delle compagnie che offrono servizi digitali in maniera gratuita, Facebook è nel business dei dati, in particolare di quel tipo di dati che aiuta a formulare agli utenti proposte commerciali di maggior efficacia grazie agli strumenti di targeting. Considerando la mole di dati che maneggia il colosso, è scontato che qualcuno provi a sottrarre quelle preziose informazioni che ci riguardano. La cattiva notizia è che più di una volta ci sono                riusciti. Secondo UpGuard nel 2019 gli hackers hanno avuto accesso a 560 milioni di informazioni  sensibili di Facebook, inclusi commenti, like, reazioni e nomi degli account.  Solo un anno prima lo scandalo di Cambrige Analitica portava venti di bufera sul colosso di Zuckerberg. La compagnia ha acquistato dati relativi a quasi 90 milioni di utenti che ha usato, in seguito, per tentare di condizionare i risultati elettorali statunitensi., secondo alcuni anche fabbricando fake news studiate ad ok per i vari profili delineati.
  3. Marriott International, leader mondiale del settore alberghiero, ha subito un attacco agli archivi di 500 milioni di clienti, una vicenda che fa riflettere in primis per le dinamiche. L’attacco inizia nel 2014, diretto al sistema di Starwood, famoso brand concorrente. Nel 2016 Marriot acquisisce il gruppo e, inconsapevolmente, anche il file maligno che continua a raccogliere dati fino al 2018, anno in cui il colosso statunitense si accorge dell’accaduto. Una violazione della privacy durata circa 4 anni
  4. Adult Friend Finder è una società che gestisce l’omonimo sito web di incontri per adulti e una varietà di siti satellite. Nel 2016 sono state sottratti al network 412 milioni di nomi, email e password. Il caso ha avuto una notevole risonanza mediatica a causa della supposta riservatezza che dovrebbero offrire ai propri clienti piattaforme di tale tenore.
  5. MySpace ha rivelato nel 2016 che, qualche anno prima, le informazioni relative a 360 milioni di account erano state sottratte. In questo caso i dati rubati si riferiscono a indirizzo email, password e nome usuario.
  6. Il caso più recente è forse quello di Twitter che, a fine Giugno 2020, ha contattato i suoi clienti business per comunicare che qualcuno avrebbe potuto avere accesso a indirizzi Email, numeri di telefono e ultime 4 cifre della carta di credito. Non sono state offerte stime sui numeri dietro questo ipotetico attacco. Non è la prima volta che la compagnia ha problemi con la tutela dei dati degli utenti. Nel 2018 i rappresentanti di Twitter chiesero a tutti i 330 milioni di usuari dell’epoca di cambiare password a causa di un bug che aveva esposto le credenziali d’ingresso in testo piano.
  7. Zynga è uno dei leader della scena dei videogiochi per Facebook, ha creato giochi della portata di Farmville, famosissimo in tutto il mondo fino a qualche anno fa.  Il colosso è stato hackerato nel 2019. Secondo la compagnia gli hackers si sono impossessati di Email, password, numero di telefono e user ID, informazioni relative sia a Zynga che Facebook. L’attacco ha coinvolto 170 milioni di account.
  8. Anche il social network LinkedIn ha subito un attacco volto al furto di informazioni. Il fatto risale al 2012, ma solo nel 2016 venne scoperta la vera entità dell’incidente; 165 milioni di indirizzi Email furono esposti e per una parte di questi account venne rivelata anche la password.
  9.  Adobe Microsoft: Nel 2013 sono stati bucati i server del noto brand e sottratti dati relativi a 153 milioni di account. Più precisamente il furto di informazioni riguarda 150 milioni di password e 3 milioni di carte di credito dei clienti Adobe.
  10. My Fitness Pal è una famosa App per il fitness, proprietà di Under Armour. Nel 2018 di account sono stati resi pubblici 150 milioni di account, esponendo usernames, indirizzi email e passwords. Non sono state rese pubbliche le dinamiche precise relative agli strumenti utilizzati dagli hackers.
  11. Nel maggio 2014 i nomi, indirizzi (sia fisici che Email), data di nascita e password di 145 milioni di utenti sono stati sottratti dai database di EBay. In questo caso gli artefici dell’attacco hanno sottratto le password di accesso di alcuni impiegati per rubare le informazioni.
  12. Canva è un famosissimo sito web che offre funzionalità di disegno grafico. Nel Maggio 2019 sono stati esposti i dati personali di 139 milioni di utenti, tra cui indirizzi Email, passwords e nomi utente. La compagnia Australiana ha dichiarato che i progetti salvati dagli utenti e dati relativi ai pagamenti non sono stati violati.
  13. Ricordiamo anche il recente caso di Data Breach che ha coinvolto l’ospedale San Raffaele di Milano. Il 21 Maggio 2020 il collettivo di hackers LulzSec ha dichiarato di essere in possesso da marzo 2020 di dati relativi a 2400 dipendenti e 600 pazienti.

GDPR e Data Breach

 L’ Unione Europea ha messo in atto i suoi piani per arginare il fenomeno con il Regolamento Generale sulla Protezione de Dati (GDPR), entrato in vigore nel Maggio 2016. Il regolamento sostanzialmente cerca di responsabilizzare i cittadini europei affinché mettano in atto tutte le misure necessarie per prevenire violazioni di dati personali e reagire tempestivamente in caso di incidenti.

Abbiamo scritto volutamente cittadini e non imprese. Il regolamento sul trattamento e la protezioni dei dati si applica a tutti, dovrà essere quindi nostro scrupolo prevenire la fuga di dati che altri cittadini ci hanno affidato confidenzialmente. In caso di infrazione sono previste sanzioni fino a 20 milioni di euro per i casi più gravi. Le imprese rischiano invece sanzioni fino al 4% del fatturato globale dell’anno precedente per casi di pari gravità.

Il Regolamento impone alle aziende di identificare e mettere in atto le misure di prevenzione più adeguate e di identificare un soggetto responsabile per il trattamento dei dati.

La normativa prevede che, in caso di violazione dei dati personali, il titolare del trattamento deve notificare alle autorità l’avvenimento di una fuga di dati entro 72 ore dal momento in cui è stata scoperta.

Come sapere se sei stato vittima di un Data Breach

 Benché non ci sia un metodo infallibile per capire se le tue informazioni personali circolano liberamente per il web, in molti sono impegnati a tenere traccia di tutti gli elenchi che sono stati violati. Alcuni siti web offrono la possibilità di inserire il tuo indirizzo Email e vedere se fa parte di qualcuno degli elenchi presenti nel database.

Il più conosciuto e più completo è senza dubbio (haveibeenpwned.com) che ha raccolto informazioni relative a più di 450 attacchi per un totale di quasi 10 miliardi di account esposti. Se sei curioso di sapere se i tuoi dati sono la fuori visita il sito e inserisci le tue email preferite.

Come prevenire e limitare i danni di un possibile Data Breach

Innanzitutto cerca di scoprire se i tuoi dati sono stati violati, soprattutto se hai account relazionati con le aziende menzionate nella nostra lista, ti abbiamo appena suggerito un metodo per farlo.

Secondariamente cambia tutte le tue password, la prudenza non è mai troppa in certi casi. Inizia dalle Email che sono state esposte o, perché no, crea direttamente nuovi indirizzi email se vuoi stare più tranquillo.

Aspettati una marea di spam. Chi ruba i dati lo fa spesso per venderli. Chi compra la tua Email ottenuta illecitamente spesso non ti contatterà con buoni propositi. Se ricevi mail sospette da aziende a te conosciute che paventano un “problema con i dati del tuo account” o “problemi con i dati della tua carta” e similari, addrizza le antenne. Non aprire i link presenti nel messaggio. Se vuoi verificare, digita il nome dell’azienda in questione su Google e loggati nel tuo account per vedere se ci sono comunicazioni.

Come detto in precedenza, non puoi decidere come le compagnie a cui affidi i tuoi dati li proteggeranno. Però puoi decidere che dati condividi e con chi li condividi, premiando le aziende che si sono dimostrate più efficaci nel contrastare questo fenomeno.

Sicuramente si può fare molto per evitare che una cattiva gestione dei propri stessi dati abbia conseguenze spiacevoli. Spesso individui comuni ricevono attacchi mirati da parte di hackers meno abili, che si accontentano di un bottino più piccolo a cambio di una missione più facile, incoraggiati dalle nostre disattenzioni e imprudenze.

Dato che la maggior parte di noi non valgono il tempo dei migliori hacker del mondo, prendere precauzioni anche solo basiche potrebbe salvarti molte grane:

  • Attiva l’autenticazione a due fattori ovunque sia possibile. In questo modo se un malintenzionato entra in possesso delle tue password non avrà comunque accesso all’account
  • Utilizza software di protezione premium. La questione è semplice, le versioni gratuite offrono una protezione di base, le puoi scegliere se la tua priorità è risparmiare. Se la priorità è la sicurezza i software premium sono quello che fa per te.
  • Valuta l’opzione di utilizzare una carta prepagata o uno strumento di pagamento come Paypal per non condividere i dati della tua carta online con molti shop che, pur essendo in buona fede, potrebbero subire un Data Breach.

 Ora sai cos’è un Data Breach, conosci i casi più emblematici, sai come capire se le tue informazioni personali sono state esposte e hai una idea delle norme basiche da seguire per non avere problemi. Grazie per essere arrivato fino alla fine di questo lungo articolo, se lo hai trovato utile condividilo!

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Classifiche

I migliori antivirus per il 2020. L’unica classifica che ti protegge da costi indesiderati

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Classifica Antivirus

Una classifica dei migliori antivirus unica 

Ci sono tante classifiche dei migliori antivirus, forse troppe. Sarebbe stato inutile scrivere una classifica “fotocopia”, quindi, abbiamo scritto la nostra con un obiettivo chiaro: consigliare i migliori antivirus, tenendo al riparo i nostri lettori da costi sgraditi. 

Il risultato è una classifica che offre una prospettiva unica. Il processo ha richiesto molte ore di lavoro extra e speriamo vivamente che gradirai il nostro sforzo. Ho speso più di 100 ore per fare ricerche e scrivere questo articolo; il risultato? La Top 10 si è trasformata in una Top 3. 

La genesi della nostra classifica sui migliori antivirus  

Eccomi seduto davanti al mio computer, non sono ancora consapevole che l’immancabile tazza di caffè sulla scrivania si trasformerà in innumerevoli tazze di caffè. Spendo le prime 20 ore delle mie ricerche tentando di capire il punto di vista degli utenti. 

Qual’ è il problema che possiamo risolvere con questo articolo? Che valore aggiunto possiamo offrire rispetto alle altre classifiche? 

Già dai primi minuti la risposta è chiara: il 90% degli utenti delusi dagli antivirus si sentono truffati perché, il secondo anno, gli viene addebitata (automaticamente) una cifra molto superiore a quella pagata per il primo.  

Leggo migliaia di opinioni in tre lingue: il discontento è trasversale, nessun brand si salva dai giudizi inclementi sull’autorinnovo. Come sempre, vado a fondo della questione ma non trovo nessuna azienda che truffa gli utenti, piuttosto una strategia di marketing a molti sgradita. 

Le aziende offrono ingenti sconti per il primo anno, con lo scopo di acquisire nuovi clienti, e contano sul rinnovo automatico per incassare il prezzo pieno negli anni successivi. Sicuramente, leggere bene tutte le informazioni offerte sulle pagine aziendali eviterebbe di sentirsi truffati, ma molte aziende non facilitano il processo. 

È altrettanto vero che i recensori dovrebbero fare di più per “mettere in guardia” i lettori. Perfetto! Venti ore e dieci caffè dopo aver cominciato le mie ricerche, ho un nuovo obiettivo: voglio trovare per i nostri lettori gli antivirus più efficaci, offerti dalle aziende che rendono il processo del rinnovo automatico più trasparente e che permettono di disattivarlo più facilmente. In questo modo sarà più facile per te evitare costi indesiderati. 

Ovviamente, quando disattivi il rinnovo automatico, c’è un piccolo rischio che tu rimanga senza protezione, se ti dimentichi che sta per scadere la licenza. In ogni caso sarà l’azienda stessa a ricordartelo. Se lo vuoi disattivare, fallo in maniera intelligente, non ci assumiamo responsabilità se rimani senza antivirus e subisci dei danni 🙂 

Ecco gli elementi che abbiamo tenuto in considerazione per la classifica: 

  • Qualità della protezione 
  • Impatto sulle performance dei dispositivi 
  • Rinnovo automatico 
  • Facilità d’utilizzo
  • Rapporto qualità/prezzo. 

Classifica dei migliori antivirus 

Come già sai, abbiamo speso molto tempo per riuscire a consigliarti i migliori antivirus e, per varie ragioni, abbiamo ritenuto opportuno escluderne tanti dalla nostra classifica. Se sei interessato alla licenza di uno di questi software, utilizza i nostri link per visitare il sito web. Nel caso in cui acquistassi, potremmo ricevere una piccola commissione, senza sovrapprezzo per te. Se siamo fortunati, potremo ripagare, almeno in parte, l’ingente cifra spesa in caffè durante la preparazione della classifica.

Kaspersky: l’antivirus numero 1 per il 2020 

10 Voto
Pregi
  • Protezione impeccabile
  • Leggero
  • Numero dispositivi molto personalizzabile
  • Gestione auto rinnovo Top
  • Difetti
  • VPN limitata
  • Qualità della protezione
    Impatto sulle performance
    Rinnovo automatico
    Facilità d'utilizzo
    Qualità/Prezzo

    Il migliore! Ottiene costantemente il massimo dei voti dagli enti indipendenti che testano i software antivirus. Non a caso è stato nominato miglior antivirus domestico del 2019 da AV test, a pari merito con Norton.   

    Nel 2020 ha ottenuto il massimo punteggio in tutti i test di AV comparatives e di AV Test, i più affidabili enti autonomi che testano gli antivirus. AV Test prende in considerazione: protezione, performance e usabilità, valutando i prodotti in una scala da 1 a 6. Molto raramente Kaspersky scende al di sotto di 6.0, mentre bisogna tornare indietro fino al 2013 per vedere una valutazione inferiore a 5.5.

    E’ stata una piacevole sorpresa scoprire che, oltre ad offrire un prodotto di massimo livello, questa azienda utilizza strategie di marketing tra le più trasparenti del mercato. La protezione offerta da Kaspersky è ottima, così come il rapporto qualità/prezzo e il “problema” rinnovo automatico è inesistente. 

    Infatti, sotto ad ogni prodotto, trovi una casella per il rinnovo ben in vista ed evidenziata in verde. Ti basterà fare clic per passare al rinnovo manuale. Inoltre non c’è grande differenza tra i prezzi per il primo anno e quelli successivi, una scelta di marketing che ci piace. Approvato a pieni voti. 

    Qualcuno ha ipotizzato che l’azienda fornisce i dati degli utenti con il governo russo. Dopo ore di ricerche non abbiamo trovato prove di queste affermazioni, provenienti da ambienti politici statunitensi. Se fonti attendibili proveranno non si tratta solo di propaganda politica, aggiorneremo la classifica. Anche PcMag, che fa sul serio con le sue ricerche (a tal punto che ha portato alla luce lo scandalo Avast-AVG), continua a consigliare Kaspersky, ritenendo le accuse infondate. 

    I prezzi di Kaspersky vanno dai 29,99€ ai 140€ all’anno, in base al tipo di protezione ed al numero di dispositivi. 

    Pacchetti e caratteristiche: 

    Kaspersky Anti-virus: protezione per Windows che include

    • Protezione da virus, ransomware e malware per il crypto-mining 
    • Leggerezza e semplicità di utilizzo 

    Puoi acquistarlo per 30€ all’anno per un dispositivo o provarlo gratis facendo clic qui 

    Kaspersky Internet Security: protezione per Pc, Mac e dispositivi mobili che offre: 

    • Protezione completa dai malware 
    • Blocca i tracker online che raccolgono i tuoi dati (Pc e Mac) 
    • Protegge i pagamenti da Pc e Mac con crittografia di livello bancario 
    • Blocca gli accessi indesiderati alla tua cam (PC e Mac) 
    • Rileva eventuali spyware sul tuo dispositivo Android 
    • VPN e crittografia dei dati fino a 200MB al giorno di traffico per ogni dispositivo 

    Puoi acquistarlo per 35€ per 1 anno e 1 dispositivo o provarlo gratis facendo clic qui 

    Kaspersky Total security: protezione per Pc, Mac e dispositivi mobili che include: 

    • Protezione completa dai malware 
    • Blocca i tracker online che raccolgono i tuoi dati (Pc e Mac) 
    • Protegge i pagamenti da Pc e Mac con crittografia di livello bancario 
    • Blocca gli accessi indesiderati alla tua cam (PC e Mac) 
    • Rileva eventuali spyware sul tuo dispositivo Android 
    • VPN e crittografia dei dati fino a 200MB al giorno di traffico per ogni dispositivo 
    • Funzioni avanzate di controllo parentale 
    • Gestore di password 
    • Protezione dei documenti personali 

    Puoi acquistarlo per 42 € per 1 anno e 1 dispositivo a cui dovrai aggiungere 7€ per ogni dispositivo extra. Fai clic qui per provarlo gratis

    Kaspersky security cloud Personal: protezione per Pc, Mac e dispositivi mobili che offre: 

    • Protezione completa in cloud altamente personalizzata in base alle tue esigenze 
    • Tutte le migliori funzionalità di Kaspersky (protezione da malware, privacy, transazioni etc.) 
    • VPN con 500 MB al giorno per dispositivo 
    • Notifiche personalizzate in tempo reale  
    • Miglioramento delle performance per i tuoi dispositivi 

    Puoi acquistarlo per 80€ all’anno per 3 dispositivi o 90€ per 5 dispositivi, fai clic per maggiori informazioni 

    Kaspersky Security Cloud Family 

    Aggiunge il controllo parentale alle funzioni della versione Personal e si può usare su un massimo di 20 dispositivi. Inoltre, offre la possibilità di creare fino a 20 account, per permettere ad ogni membro della famiglia di personalizzare le proprie impostazioni. Il costo è di 140€ all’anno.  

    Bitedefender: un’ottima alternativa

    9.6 Voto
    Pregi
  • Protezione eccezionale
  • Leggero
  • Pacchetti adeguati ad ogni esigenza
  • Difetti
  • VPN limitata
  • Qualità della protezione
    Impatto sulle performance
    Rinnovo automatico
    Facilità d'utilizzo
    Qualità/Prezzo

    E’ stato nominato prodotto dell’anno per il 2019 da AV Comparatives e prodotto dell’anno per le aziende da AV Test.  Bitdefender è, a nostro parere, l’unico prodotto che può competere con Kaspersky in questo momento. Storicamente è stato un po’ meno costante nell’ottenere il massimo dei punteggio da AV Test ma è sempre vicinissimo al massimo dei voti.

    La trasparenza sul rinnovo automatico è ottima e lo si può disattivare ancora prima di acquistare il prodotto, cosa che apprezziamo particolarmente. Quando ho inserito Bitdefender Internet Security nel carrello per acquistare la mia licenza, ho trovato ben in vista la scritta “rinnovo automatico”. Facendo clic sul link si apre un pop up che spiega come funziona l’autorinnovo e ti permette di disattivarlo. Se lasci il rinnovo automatico, Bitdefender ti invierà ben 3 email di notifica prima effettuare l’addebito.   

    Vuoi un trucco per pagare poco anche il secondo anno, senza preoccupazioni? 

    Mentre realizzavo l’acquisto, ho disattivato il rinnovo automatico e mi è stato garantito il secondo anno allo stesso prezzo del primo, se lo riattivavo. Magari questo trucco funziona anche per te!  

    I prezzi vanno da 14.99 € a 79,99 € all’anno, in base al pacchetto scelto. Le tariffe di Bitdefender sono molto competitive, considerando che hai ha tua disposizione una grande varietà di piani e non sarai, quindi, obbligato a pagare per funzionalità che non ti interessano. Tieni presente che sono prezzi scontati e potrebbero, quindi, subire variazioni. Se vuoi mantenere il prezzo basso anche negli anni successivi al primo, ti consiglio 2 opzioni: 

    • Prima dell’acquisto, disattiva il rinnovo automatico e segui le istruzioni del popup per riattivarlo bloccando il prezzo 
    • Acquista direttamente una licenza per più anni e il prezzo sarà molto vantaggioso 

    Pacchetti e caratteristiche: 

    Bitdefender Antivirus Plus: protezione per dispositivi Windows che include: 

    • Protezione completa per Windows in tempo reale
    • Protezione da Ransomware multi livello 
    • Protezione da frodi e tentativi di phishing mentre navighi e acquisti online 
    • VPN con 200 MB al giorno per ogni dispositivo 
    • Altre funzioni

    Acquistalo con uno sconto del 38% a 24.99€ per 1 anno e 3 dispositivi: fai clic qui

    Bitdefender Internet security:protezione per dispositivi Windows che include: 

    • Protezione completa per Windows in tempo reale
    • Protezione da Ransomware multi livello 
    • Protezione da frodi e tentativi di phishing mentre navighi e acquisti online 
    • Controllo microfono
    • Protezione webcam
    • Ottimizza e velocizza i dispositivi
    • Controllo genitori
    • Firewall privacy
    • VPN con 200 MB al giorno per ogni dispositivo 
    • Altre funzioni

    Puoi acquistarlo in sconto a 30 € per 3 dispositivi e un anno di licenza. Fai clic qui per maggiori informazioni

    Bitdefender Total Security: protezione Mac, Windows, Android e iOS che include: 

    • Protezione da ogni tipo di malware 
    • Tecnologia per la protezione dagli attacchi zero day (virus nuovi e sconosciuti) 
    • Protezione da Ransomware multi livello 
    • Controllo microfono
    • Protezione webcam
    • Ottimizza e velocizza i dispositivi
    • Controllo genitori
    • Firewall privacy
    • VPN con 200 MB al giorno per ogni dispositivo 
    • Moltissime funzioni specifiche per Mac e Android

    Puoi acquistarlo in offerta a 34,99 € per 1 anno e 5 dispositivi. Scopri tutte le funzioni facendo clic qui

    Norton Antivirus: terzo classificato 

    Norton
    8.2 Voto
    Pregi
  • Ottima protezione
  • Sito web intuitivo
  • Backup in cloud
  • Prezzi competitivi
  • Difetti
  • Impone l'autorinnovo prima dell’acquisto
  • Meno garanzie e assistenza per chi lo disattiva
  • Backup dei file in cloud disponibile solo per Windows
  • Qualità della protezione
    Impatto sulle performance
    Rinnovo automatico
    Facilità d'utilizzo
    Qualità/Prezzo

    Norton è uno degli antivirus più venduti, è riuscito a guadagnarsi una grossa fetta di mercato, pur non offrendo una protezione base gratuita. Come accennato in precedenza, è stato premiato da AV Test come il miglior antivirus per la protezione domestica, a pari merito con Kaspersky, anche in questo caso puoi contare su una protezione di alto livello per i tuoi dispositivi. 

    Nei test condotti da AV Comparatives, invece, Norton non ha raggiunto i risultati di Kaspersky e Bitdefender. Anche le politiche di auto rinnovo non sono all’altezza degli altri due software, ma abbiamo riportato in questa classifica tutto ciò che devi sapere a riguardo. Se per te il rinnovo automatico non è un problema, Norton rimane una buona scelta.

    Il sito web è ben fatto ed aiuta a capire velocemente le caratteristiche dei vari prodotti, a differenza di quanto succede per alcuni concorrenti. Questo è un grande pro per chi non ha ore di tempo per districarsi tra i piani offerti.  

    Per quanto riguarda l’auto rinnovo, Norton non permette di disattivarlo prima dell’acquisto ma fornisce istruzioni su come si può disattivare nella pagina di vendita. A nostro parere ciò è in parte compensato dal fatto che l’azienda offre ben 60 giorni di tempo per chiedere il rimborso in caso di rinnovo non voluto.  

    In questo caso i prezzi vanno dai 14€ ai 60€ per il primo anno ma, nel secondo pagheresti dai 35 ai 100 euro in base al prodotto che scegli. I pacchetti più completi fanno parte della “linea” Norton 360 ed il loro prezzo varia principalmente in base al numero di dispositivi su cui vuoi utilizzare l’antivirus. 

    I pacchetti Norton 360 includono: 

    • Protezione da tutti i tipi di malware: virus, ransomware, spyware etc. 
    • Backup dei file in cloud (10 GB per ogni dispositivo incluso nel piano) 
    • Firewall per Pc e Mac 
    • Protezioni minori (solo per i piani multi-dispositivo) 
    • VPN 
    • SafeCam per proteggere la videocamera del PC 

    Per maggiori informazioni sui pacchetti Norton 360 fai clic qui

     La protezione base, invece, si chiama Norton AntiVirus Plus e include: 

    • Protezione da tutti i tipi di malware: virus, ransomware, spyware etc. 
    • Back up dei file in cloud (limitata a 2 GB) 
    • Firewall per Pc e Mac 

    Se sei interessato a Norton AntiVirus Plus, fai clic qui

    Norton promette, inoltre, il “100% promessa protezione virus” che abbiamo volutamente escluso dagli elenchi delle caratteristiche dei pacchetti. Infatti, questa promessa di rimborso del costo dell’antivirus, nel caso in cui l’azienda non riesca ad eliminare un virus dal tuo computer, è offerta solo a chi ha impostato l’autorinnovo. 

    Gradiremmo che Norton la offrisse a tutti gli utenti che hanno già pagato per acquistare una licenza, dato che, al momento, non si capisce se sia un premio per chi mantiene il rinnovo automatico o una punizione per chi lo toglie. 

    Speriamo che questa classifica “particolare” sia stata di tuo gradimento. Se pensi che possa essere migliorata, scrivilo nei commenti.

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    Recensioni

    Total AV: il peggior antivirus gratuito. Una storia comica ma vera

    Pubblicato

    il

    Total AV

    Mentre continuano le nostre ricerche per stilare la classifica dei migliori antivirus, per fortuna o purtroppo, ci imbattiamo in brutte storie che meritano di essere raccontate. Oggi ti parlo di TotalAV antivirus gratuito: tieniti forte! 

    Ci sono cascato ma tu puoi salvarti 

    Mi siedo al computer, sto oramai terminando l’articolo sui migliori antivirus, è arrivato il momento di vedere cosa pensano gli altri. Magari trovo qualche spunto interessante prima di finire il mio articolo. 

    Eccomi quindi su Google; digito “i migliori antivirus” e compare subito quello che cerco: il primo annuncio mi presenta un sito di recensori specialisti della protezione, perfetto! 

    Persino il nome del dominio lascia presagire il meglio: migliori10antivirus.com. Apro il link dell’annuncio ed ecco il primo classificatoTotal AV con un punteggio 9,8 su 10. È il mio giorno fortunato, posso acquistare l’antivirus a soli 19€ anziché 99€.  

    Lo compro! Anzi no! Non credo molto nella fortuna, faccio prima qualche indagine. Sto per uscire dalla pagina quando compare il pop-up che vedi qui sotto. Mi dice che è gratis al 100%, come potrei rifiutare?  

    Affiliato total AV, pubblicità ingannevole

    Faccio clic sull’enorme tasto che recita “ottieni protezione gratis”, verde come i verdoni che sto per risparmiare. Il programma viene scaricato automaticamente, senza che io venga reindirizzato al sito web di Total AV. Avvio lo “Smart Scan” consigliato dal software e mi segnala due falsi positivi, cioè indica come malware due file che in realtà non sono dannosi.  

    Solo in questo momento mi accorgo che la protezione in tempo reale non è attiva perché è una funzione premium. Un pop-up mi invita ad acquistare la versione a pagamento per proteggere il mio PC prima che venga attaccato. 

    Total Av antivirus gratis: Total-mente inutile?

    In pratica, Total Av sta rivoluzionando il concetto di antivirus e protezione, però in senso negativo. La protezione a cui siamo abituati per gli antivirus è in tempo reale, perché comunemente, se il software non intercetta le minacce prima che infettino il computer, non è ritenuto un antivirus, bensì un programma per la pulizia del PC.

    Inoltre, il termine “protezione” è svuotato della sua prerogativa principale se non include la prevenzione. Se assumo un bodyguard, mi aspetto che impedisca ai malintenzionati di aggredirmi, non che si comporti da buon infermiere dopo che mi hanno già aggredito.

    Mi infastidisco per il fatto che questo tipo di pop-up, spesso, sono forniti direttamente dalle aziende ai loro affiliati e il mio ottimismo vacilla. Voglio pensare che il tutto sia fatto in buona fede ma, in questo caso, fatico a convincermi.

    Visito, quindi, la pagina ufficiale del sito di Total AV, in cerca della protezione gratuita. La pagina mi risulta piena di ambiguità. Ad esempio, in questa immagine puoi vedere come vengono presentate le certificazioni ottenute dall’antivirus a pagamento, lasciando intendere che siano di quello gratuito. Una di queste certificazioni è di Av Comparatives segnalata come protezione “advanced” a 2 stelle. Peccato che, quando visito questa pagina in cui sono riportati i risultati, scopro che AV Comparatives ha valutato Total Av Pro con una stella su tre in Giugno 2020. Il software ha bloccato solo il 98,5% delle minacce, una media discutibile anche per gli antivirus gratuiti.

    Inoltre nell’immagine di destra si vede la scritta “sei protetto” in verde, anch’essa relativa al software a pagamento.  Ho postato in copertina la vera schermata della versione gratuita dove si legge “protezione disabilitata”. 

    È arrivato il momento di disinstallare questo “antivirus” e durante il processo mi accorgo che il programma anziché disinstallare tutti i file, cambia il nome ad uno di questi e non lo rimuove.  

    Ancora prima di riavviare il computer faccio una scansione con Malwarebytes che identifica tutti i file di Total AV come malware e mi aiuta a liberarmene. 

    Temo il peggio quando visito la pagina di acquisto della versione Total AV PRO e mi compare la scritta Total av errore sito web. Alla fine, dopo aver letto “L’ 70% DI SCONTO oggi”, mi tranquillizzo convincendomi che è solo un altro errore e non c’è stata nessuna tratta di esseri umani. Me ne vado dal sito, ho come il sospetto che, se torno domani, lo sconto sarà ancora lì. 

    Sto per uscire dalla pagina ed ecco che compare ciò che cercavo: un bel pop up, molto (troppo) simile a quello trovato sul sito della classifica da cui ho cominciato il mio viaggio negli inferi di Total AV. Mi sorprende vedere che propone uno sconto dell’80%, la pagina diceva “L’70%”. Inizio ad essere veramente confuso. Niente da temere comunque, il secondo anno pagherei solo 100 euro per questo “premiato” prodotto. 

    Decido di non fermarmi 

    Arrivato a questo punto mi sento come un treno in transito in una piccola stazione di provincia e mi risulta impossibile fermare il mio slancio. Effettuo, quindi, la più classica delle ricerche su Google: “Total Av truffa” e mi sorprende l’abbondanza di risultati. La faccio breve: 

    Total AV era famosa nel 2018 per essere al vertice di alcune classifiche di antivirus, mentre molti blog e siti web segnalavano che Total AV installava attraverso il browser degli ignari utenti un adware, cioè un software malevolo che si insinua nel computer per proporre pubblicità indesiderata. Ovviamente l’adware offriva una scansione del PC. 

    Interessante scoprire che Total AV appartiene all’azienda Protected Group, titolare anche dei brand PC Protect e ScanGuard, che offrono software pressoché identici e utilizzano le stesse strategie commerciali, sgradite a molti utenti del web. 

    Non sono ancora sazio! Come può questo brand avere più di 28000 valutazioni positive su Trustpilot mentre aziende con 10 o 20 volte più clienti e senza trascorsi “di un certo tipo” non superano le 5 mila valutazioni totali?

    Come mai, nei siti specializzati in valutazioni degli utenti, abbondano i giudizi positivi, mentre in quelli come Reddit, dove l’utente medio non cerca informazioni prima di acquistare, non si trova un’opinione positiva nemmeno a pagarla?

    Perché fonti autorevoli come PCMag valutano persino il loro prodotto da 99$ all’anno con 2 stelle su 5 ma Total Av ha un esercito di fedeli sostenitori dove la maggior parte di utenti si informa prima di acquistare?

    Sono oramai convinto dell’ingente sforzo di marketing per migliorare la “reputazione online” del brand, anche perché gli stessi utenti di Trustpilot scrivono che le valutazioni negative vengono segnalate come inappropriate dall’azienda, che chiede costantemente di cancellarle a Trustpilot. 

    Cerco, quindi, di comprendere meglio le dinamiche dietro a quelle classifiche e recensioni sospette sui siti dei migliori antivirus. Contatto l’azienda e dico che lavoro per un sito di recensioni. Mi propongo come affiliato, in questo modo potrei (potenzialmente) recensire il prodotto e/o inserirlo nella mia classifica, ricevendo una commissione se un utente acquista lo acquista partendo dal mio link. 

    Il mio interlocutore, che chiamerò X (nome di fantasia), mi dice che per ricevere la commissione devo inserire Total Av nelle prime 3 posizioni della classifica e inviare ogni articolo in cui parlo del software, perché deve essere approvato da loro prima della pubblicazione. 

    Cosa dite, invio questa recensione per vedere se X la approva?  

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    Attualità

    Twitter ha subito il suo più grande attacco hacker

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    il

    Twitter hack

    Una vicenda che ha dell’incredibile 

    Nella giornata di ieri, 15 Luglio 2020, Twitter ha subito un attacco hacker senza precedenti. I malintenzionati hanno preso possesso degli account di personalità di spicco come: Jeff Bezos (CEO di Amazon), Bill gates, Elon Musk, Barack Obama e il cantante Kanye West.  Gli hacker hanno colpito anche account aziendali, tra cui quelli di Apple e Uber

    Una volta entrati in possesso degli account, i truffatori hanno impersonato i VIP, chiedendo agli utenti di inviare bitcoin a uno specifico wallet per riceverne il doppio. La truffa “invia un bitcoin e te ne manderò 2 in cambio” era già conosciuta da tempo dagli amanti di criptovalute. Probabilmente l’inganno ha funzionato anche perché molti utenti pensavano non fosse possibile per un hacker prendere il controllo degli account Twitter di personaggi così noti. 

    Dall’ account di Bill Gates, ad esempio, i malfattori hanno inviato un tweet che recita (in inglese): “Tutti mi chiedono di “restituire” (alla comunità) e adesso è il momento. Per la prossima mezz’ora raddoppierò tutti i pagamenti inviati al mio indirizzo Bitcoin. Mandi 1000$ e ti restituisco 2000$.” 

    Secondo quanto riportato da The Verge, i truffatori avrebbero accumulato un bottino di criptovalute per il valore di 118000$ in poche ore, prima che Twitter riuscisse a prendere il controllo della situazione. Tuttavia c’è una possibilità che gli stessi hacker abbiano spostato una parte dei fondi sul wallet per dare più credibilità all’operazione.  

    Com’è potuto succedere a Twitter? 

    Secondo le indiscrezioni rivelate dal giornalista Joseph Cox di Motherboard, due informatori anonimi, avrebbero riferito che l’attacco è stato portato a termine sfruttando strumenti interni di Twitter.  

    È ancora da chiarire se gli hacker abbiano trovato qualche vulnerabilità nel sistema o se, al contrario, siano riusciti a corrompere uno o più dipendenti.  Un rappresentate della compagnia avrebbe detto a Motherboard che sono in corso indagini per accertare eventuali responsabilità. 

    Comprensibilmente la vicenda solleva degli interrogativi sul pericolo che possono rappresentare i dipendenti delle aziende, dato che godono di accesso privilegiato alle informazioni sugli utenti. Vale la pena ricordare che gli hacker hanno preso controllo di alcuni degli account con più seguito della piattaforma, sfruttando un bacino di milioni di persone come potenziali vittime

    Infine, considerato il livello di influenza dei VIP a cui sono sottratti i propri account, c’è un concreto rischio di data breach . Infatti gli hacker, dopo aver effettuato il login, hanno potuto visionare informazioni sensibili e bisognerà attendere i prossimi giorni per capire quanto sia concreta la possibilità di fughe di dati. 

    Il 15 luglio 2020 è stato scritto un altro triste capitolo su sicurezza informatica e protezione dei dati che, purtroppo, non sarà l’ultimo. 

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